Nel Golfo delle Sirene, resoconto

Dal 22 al 24 maggio scorsi, il Lancia Fulvia Club ha organizzato - in collaborazione con A.M.E.P.A. Club e l’agenzia Ermes World - un raduno intitolato Il Golfo Delle Sirene – a Salerno tra natura e storia” : per il Lancia Fulvia Club è stata una prima assoluta, resa possibile dall’intenso sforzo organizzativo profuso da Giuliano Fasulo e da Mariano Fortunato, le nostre colonne portanti locali senza cui questo evento non avrebbe potuto avere luogo, e a cui va il nostro ringraziamento più sincero. L’organizzazione dell’evento ha infatti richiesto una lunga gestazione che ha coinvolto l’intero Direttivo per l’intero anno, nella prospettiva di offrire ai nostri soci la migliore esperienza possibile in termini di pernottamento, vitto ed attività.

Salerno non si è risparmiata con il Lancia Fulvia Club: ha offerto il meglio, ovvero l’Hotel Novotel Salerno Est Arechi, una struttura moderna ed ottimamente attrezzata; il ristorante Aranceto che ha proposto piatti locali dall’intenso ed avvolgente sapore, in qualità e quantità di eccezione; le sue numerose attrazioni turistiche: la gentilezza ed il senso di ospitalità della sua gente, di cui è stata data continua prova, dalla efficientissima scorta motociclistica, ai soci del club ospitante, dal personale del ristorante, alle numerose guide che hanno reso i nostri occhi più acuti e le nostre orecchie più sensibili al magnifico repertorio di bellezze naturalistiche ed artistiche della provincia di Salerno.

Il venerdì pomeriggio i partecipanti si sono ritrovati nel piazzale antistante l’hotel per partire in direzione di Paestum, sotto un sole splendente ed un cielo tersissimo: la prima tappa prevista è stata la visita al caseificio Granato, dove siamo stati accolti dalla Sig.ra Giusy Cerrato, che ci ha guidato nelle stalle dove sono custodite ben 700 bufale. Tanta tenerezza hanno ispirato le bufalotte, allattate con biberon di ragguardevoli dimensioni. Il tempo per un ottimo gelato al latte di bufala, e via per la successiva attrazione, il Parco Archeologico di Paestum, reso ancora più magico dalla luce calante del tardo pomeriggio. L’archeologa Daniela Orrico ha permesso ai partecipanti di viaggiare indietro nel tempo, facendo rivivere i fasti di Paestum, fondata da coloni greci provenienti da Sibari, ed in seguito occupata dai Romani. Successivamente al progressivo abbandono dell’area dovuta alla presenza di paludi, i monumenti qui eretti sono sopravvissuti alle ingiurie del tempo, offrendo oggi ai visitatori la meraviglia di templi tra i meglio conservati al mondo. Il locale museo raccoglie i tesori ritrovati nell’area, tra cui spicca la famosa tomba del Tuffatore, un esempio unico di pittura parietale greca magnificamente conservata. L’occasione di vedere dei giovani studenti agghindati secondo la foggia dell’Antica Grecia, impegnati in una rievocazione storica, ha ulteriormente arricchito l’esperienza di visita. In poche parole, un luogo semplicemente magico. Con ancora le immagini delle bellezze di Paestum negli occhi, i partecipanti sono risaliti in auto per raggiungere il ristorante Aranceto by Concord, dove ci ha accolti il proprietario Gino Lauro, e tutti si sono abbondantemente rifocillati con magnifici piatti di pesce, innaffiati da un ottimo Fiano. La cena si è conclusa con la torta gentilmente offerta dal Sig. Lauro, a cui va il nostro ringraziamento.

L’indomani, il ritrovo mattutino è stato nel piazzale dell’hotel per partire alla volta di Cetara, paese della costiera amalfitana, dove siamo stati accolti dalle locali autorità, il Vice Sindaco Francesco Pappalardo, il Comandante della Polizia Municipale D.ssa Raffaela De Sanctis, e  l’architetto Giuseppe Liguori, a cui sono state consegnate le targhe ricordo dell’evento. I nostri sentiti ringraziamenti vanno non solo alle autorità presenti, ma anche al Sindaco Fortunato Della Monica, purtroppo assente, ma molto attivo nel facilitare la realizzazione dell’evento nella magnifica cornice di Cetara, e nella concessione del patrocinio insieme al Vice Sindaco Francesco Pappalardo. Parcheggiate le auto nella piazza principale del paese, fronte mare, l’architetto Liguori ha fatto calare i partecipanti nella storia di Cetara, partendo dalle sue origini come borgo di pescatori isolato ed accessibile solo dal mare, e poi diventato quello che è attualmente, ovvero un paese dove pulsano le attività turistiche e la pesca specializzata (i cetaresi hanno secoli di esperienza nella pesca del tonno e delle alici), e dove rimangono salde le tradizioni locali (la festa di San Pietro, allietata da una processione e da uno spettacolo pirotecnico per cui Cetara è famosa). I due principali centri di interesse di Cetara sono la chiesa di San Pietro, dove è custodita l’immagine del Santo portato in processione durante la citata festa del paese, e la locale torre di avvistamento, simbolo del luogo impregnato di storia antica e recente, dove hanno vissuto le maestre ed i farmacisti che hanno operato nel paese. Il pranzo si è svolto presso il locale ristorante Armatore, grande famiglia cetarese dedicata alla pesca, che ha servito specialità locali quali le pietanze condite con la colatura di alici (il liquido spillato dal processo di salatura delle alici), per cui Cetara è famosa. Dopo l’intensa esperienza di Cetara, seduti al fresco sulle panchine della piazza principale, discutendo affabilmente tra noi, con i Cetaresi ed i numerosi turisti, i partecipanti sono rientrati in Hotel per prepararsi alla cena  ancora ottimamente ed abbondantemente servita al ristorante Aranceto, questa volta dedicata alla carne, ed anche questa volta conclusasi con una torta offerta dal Sig, Lauri.

Il mattino successivo i partecipanti si sono ritrovati per recarsi a Pompei, sito che attrae turisti da tutto il mondo per un’esperienza immersiva unica in un tessuto urbano devastato dall’eruzione del 79 D.C, ma ancora leggibile e vivibile negli spezzoni di emozioni che solo Pompei può destare: la guida Prof. Ciro Serrepica ha introdotto i partecipanti ai segreti della città: dagli ampi spazi colonnati dell’area governativa, alle locande con i contenitori delle vivande serviti agli avventori: dalle ricche pitture parietali delle case patrizie, alle terme riccamente decorate con stucchi: dalle immagini di morte e di disperazione riprodotte nei calchi, alle immagini di tranquilla vita  quotidiana in un paesaggio di rara bellezza, dominata dai pendii minacciosi del Vesuvio in lontananza; dalle raffigurazioni di intensa sensualità ai racconti di una mitologia intrigante ed irriverente. Un luogo che ha saputo sublimare un’esperienza mortifera in un’atmosfera affascinante di viaggio all’indietro nel tempo.

Dopo un pranzo leggero e tradizionale al locale ristorante Tiberius, dove ci attendevano le nostre auto, i partecipanti hanno salutato Salerno, i suoi gioielli, la sua gente, così ospitale ed aperta, arricchiti da un’esperienza intensa e coinvolgente.
Alla prossima, quindi!

Michele Verdi
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